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BIANCHINO

Olbia, 17.09.2026
Ve lo ricordate il piccolo miracolo bianco arrivato da Cagliari dentro un carico di pneumatici? Beh, Bianchino ha deciso che dopo aver rischiato la vita in silenzio, ora è il momento di farsi sentire da tutto il mondo.
È cresciuto, è forte e, finalmente, ha imparato a ciucciare con una grinta incredibile. Ogni poppata è una conquista, ogni goccia di latte è una vittoria. Ma la vera sorpresa è la sua voce: non miagola, lui si esibisce! Ha un polmone e una potenza degni del grande Bocelli. Quando ha fame, non chiede… reclama la vita.
Siamo stremati, le mani sono sempre troppo poche per tutti i cuccioli da allattare, ma sentire quella voce così potente ci ricorda perché non possiamo arrenderci. Bianchino ha attraversato la Sardegna nel buio per arrivare fin qui, e ora vuole che tutti sappiano che lui c’è, è vivo e non ha intenzione di smettere di cantare la sua libertà.
Avanti così, piccolo grande tenore. Noi continuiamo a correre per te.

Olbia, 10.09.2026
Bianchino ha 15 giorni e i suoi occhietti si stanno aprendo ora su un mondo che ha provato a schiacciarlo, ma non ci è riuscito.
La sua storia sembra un film, ma è pura realtà. È partito da Cagliari, nascosto tra i pneumatici destinati alla rottamazione. Ha viaggiato per ore nel buio di un camion, in mezzo al ferro e alla gomma pesante, arrivando fino alla discarica di Olbia. Quando l’autista ha scaricato il carico, tra il nero delle gomme è apparso lui: un batuffolo bianco come la neve, vivo per miracolo.
Come abbia fatto a non restare schiacciato, a respirare e a sopravvivere a quel viaggio infernale, resta un mistero della vita.
Ora Bianchino è al rifugio. È salvo, ma la verità è che siamo alla follia pura. Noi siamo allo stremo: abbiamo le mani occupate h24 a reggere biberon, abbiamo troppi cuccioli che dipendono da noi e il tempo è un lusso che non abbiamo più.
Siamo felici per questo miracolo, ma siamo esausti. La situazione è grave, oltre ogni vostra immaginazione. Bianchino ha lottato per arrivare fin qui, ora noi dobbiamo lottare per non affogare nelle emergenze.
Chi può aiutarci? Chi può sostenerci in questo delirio d’amore e fatica?
Non lasciateci soli con questi piccoli occhietti che chiedono solo di vivere.


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