Cercano casa I nostri appelli Ultime emergenze

I LUCINI

Olbia, 03.04.2026
Vi ricordate dei “Lucini”? Quei quattro cuccioli chiusi in un sacchetto di plastica, condannati a morte per mano di chi non ha un briciolo di cuore?
Oggi vogliamo parlarvi dell’unica superstite. Abbiamo deciso di chiamarla Ginevra. E il nome non è un caso: è una vera “monella”, proprio come una bimba che conosciamo bene. Ginevra è prepotente, autoritaria, una piccola despota che quando ha fame non sente ragioni e urla al mondo la sua voglia di vivere. È bella come il sole, il nostro piccolo miracolo fiorito tra le macerie di una tragedia che non doveva accadere.
Mentre lei apre gli occhi e inizia a scoprire il mondo, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi quel mondo glielo voleva negare. I “Signori della Morte” sono ancora lì fuori. Sono coloro che alimentano il randagismo rurale, che lasciano che le proprie cagne si riproducano all’infinito nelle campagne, per poi sbarazzarsi dei “frutti indesiderati” con una crudeltà che toglie il fiato.
È ora che la Regione Sardegna smetta di girarsi dall’altra parte. Non possiamo più accettare che vengano erogati premi e finanziamenti agli allevatori per il “benessere animale” senza che vi sia un controllo rigoroso sulla gestione dei cani da lavoro. Serve una svolta radicale, un IMPEGNO ISTITUZIONALE che non sia solo carta straccia.  
Tracciabilità totale: ogni cane presente nelle aziende agricole deve avere un’identità certa.  
Stop alle nascite incontrollate: la sterilizzazione delle cagne rurali deve diventare un obbligo di legge, gratuito per chi collabora e sanzionato duramente per chi ignora la norma.  
Responsabilità economica: i fondi pubblici devono essere legati a risultati concreti. Se non sterilizzi, se non microchippi, se non gestisci i tuoi animali con responsabilità, lo Stato non deve darti un solo euro.
Il fallimento di questo sistema lo pagano i volontari con la salute. Ma il prezzo più alto lo pagano creature come i fratellini di Ginevra, che oggi non sono qui a giocare.
Ginevra sta crescendo e presto passerà alle crocchettine. Per lei, che ha già lottato tanto, vogliamo solo il meglio per garantirle una crescita sana: crocchette Royal Canin Mini Starter (usiamo solo queste) – Traversine 60×90 (ne servono ancora tantissime)
Se volete aiutarci a sostenere le spese per lei e per le sue cure, sapete come fare. Ma vi chiediamo un aiuto ancora più grande: CONDIVIDETE.
Fate in modo che il nome di Ginevra arrivi nelle stanze del potere. Gridate con noi che la Sardegna non è un cimitero per cuccioli, ma una terra che deve imparare a proteggere i più deboli.
Forza Ginevra, continua a essere prepotente. La tua voce è la voce di chi non ha potuto urlare.

Olbia, 26.03.2026
Quattro cuccioli in un sacchetto di plastica. Gettati come rifiuti vicino alla centrale elettrica di Santa Lucia. Uno era già un piccolo corpo senza vita al momento del ritrovamento. Altri due si sono spenti nonostante le nostre cure disperate, nonostante le notti passate a cercare di trasmettere loro un calore che il mondo aveva negato.
Ma lei, la più piccola, quella che sembrava non avere speranze, ha deciso di restare. Ha aperto gli occhietti. È vispa, reclama la vita con ogni grammo della sua forza. È un miracolo di resilienza che ci commuove, ma che ci riempie anche di una rabbia lucida e inarrestabile. Perché lei è l’eccezione, mentre la regola è la morte.
Dobbiamo avere il coraggio di dire dove nasce questo orrore. Il mondo agropastorale è il primo responsabile della sofferenza che raccogliamo ogni giorno per le strade. È un paradosso intollerabile: i pastori denunciano il randagismo come una piaga, ma sono spesso i primi a generarlo, lasciando che i cani rurali si riproducano nel totale disinteresse, per poi smaltire le cucciolate indesiderate come se fossero scarti organici.
E la Regione Sardegna dov’è? Come è possibile che le istituzioni continuino a erogare premi e contributi per il “benessere animale” agli allevamenti, senza pretendere in cambio un minimo di responsabilità civile? È tempo che la politica sarda si sveglia dal suo letargo burocratico. Non servono più interventi a macchia d’olio, serve una strategia istituzionale di ferro.
Dobbiamo trasformare la gestione dei cani rurali in una priorità amministrativa.
Anagrafe canina capillare. Ogni cane presente nelle aziende deve essere tracciato.
Sterilizzazione obbligatoria e gratuita. Le femmine nelle campagne devono essere sterilizzate per legge, senza eccezioni.
Contributi vincolati. La premialità aziendale deve essere subordinata al rispetto di queste regole. Se non microchippi e non sterilizzi, non hai diritto ai fondi pubblici. Punto.
Il costo di questa negligenza è diventato insostenibile. È un debito economico che grava sulle amministrazioni e sulle tasche di ogni cittadino sardo. Ma è, soprattutto, un debito morale atroce che pagano gli animali con la vita e noi volontari con il nostro esaurimento fisico ed emotivo. Siamo stanchi di fare da scudo umano al fallimento di uno Stato che si volta dall’altra parte.
La piccolina ha bisogno di latte Royal Canin (usiamo rigorosamente SOLO questo) Traversine 60×90 (ne consumiamo a decine)
Chi vuole aiutarci concretamente sa come fare. Ma oltre alle donazioni, vi chiediamo di URLARE con noi. Condividete questo post, fate sì che arrivi ai tavoli di chi decide, a Cagliari e oltre. Non vogliamo più raccogliere sacchetti di plastica. Vogliamo una terra dove la vita degli ultimi valga quanto quella dei primi.
Forza piccola guerriera. Noi siamo qui.

Olbia, 10.03.2026
I tre Lucini sono ancora con noi, ma non stanno bene. Ciucciano male, sono deboli, uno si lamenta continuamente e ci strappa il cuore. Il loro dolore è il nostro. Non certo quello dell’assassino che li ha strappati alla loro mamma e condannati a morire di freddo in quel sacchetto.
Perché tanta cattiveria? Cosa passa nella mente di chi è capace di tanto? E noi siamo qui, impotenti di fronte a tutto questo, a cercare disperatamente di salvare vite che non avrebbero mai dovuto essere in pericolo.
Ogni tre ore, giorno e notte. Sveglie. Biberon. Massaggi per stimolarli. Preghiere silenziose mentre li teniamo in braccio sperando che ce la facciano. Ma la verità è che non sappiamo come andrà. Sono stati strappati troppo presto alla madre, buttati via come spazzatura, lasciati al gelo. Il trauma è immenso.
Chi li ha abbandonati io li chiamo I SIGNORI DELLA MORTE. Perché questo è esattamente ciò che hanno fatto: condannare a morte certa creature innocenti e indifese, strappandole alla madre, negandogli anche la dignità di morire accanto a lei. E sapete qual è il paradosso più grande? I pastori sono i primi a denunciare il randagismo, ma sono proprio loro i primi a crearlo. Lasciano che i cani si riproducano senza controllo, poi abbandonano le cucciolate indesiderate in campagna. L’ipocrisia è nauseante: si lamentano del problema che loro stessi alimentano, scaricando sugli altri (volontari, canili, cittadini) le conseguenze delle loro azioni. E noi siamo a pezzi. Fisicamente, emotivamente. Ma continuiamo, perché se non lo facessimo noi, morirebbero. Tutti.
Questi tre cuccioli stanno lottando con una forza che nemmeno immaginate. Hanno più dignità di chi li ha condannati. Hanno più coraggio di chi volta la faccia dall’altra parte.
Servono ancora traversine 60×90. Grazie.


Olbia, 09.03.2026
I SIGNORI DELLA MORTE HANNO COLPITO ANCORA 
Questo pomeriggio vicino alla centrale elettrica di Santa Lucia ad Olbia, un ciclista ha sentito dei piante disperati. Quello che ha trovato toglie il fiato: quattro cuccioli buttati in un sacchetto come spazzatura . Uno era già morto. Gli altri tre erano gelidi come il ghiaccio, ipotermici, al limite della sopravvivenza.
Li abbiamo chiamati i Lucini , perché trovati vicino a Santa Lucia. Perché anche nel buio più totale, deve esserci una luce.
Siamo corsi a recuperarli. Erano ghiacciati, quasi senza vita. Ora sono al nostro rifugio e stanno lottando con tutte le loro forze microscopiche. Vanno allattati ogni tre ore, giorno e notte. È vergognoso che nel 2026 ci sono ancora esseri umani capaci di infilare dei cuccioli in un sacchetto e buttarli come rifiuti. Chi abbandona cuccioli così io li chiamo I SIGNORI DELLA MORTE. Perché questo è: condannare a morte certa creatura innocenti e indifese.
E parliamoci chiaro: i pastori sono i primi a denunciare il randagismo, ma sono proprio loro i primi a crearlo. Lasciano che i cani si riproducano senza controllo, poi abbandonano le cucciolate indesiderate in campagna. L’ipocrisia è nauseante: si lamentano del problema che loro stessi alimentano, scaricando sugli altri (volontari, canili, cittadini) le conseguenze delle loro azioni. È vergognoso che i canili della Sardegna siano al collasso, stracolmi, senza risorse. È vergognoso il menefreghismo totale delle istituzioni regionali verso il dramma del randagismo. 
Dov’è la Regione? Dov’è quando i canili scoppiano? Dov’è quando i volontari crollano, fisicamente ed emotivamente? Dov’è quando servono sterilizzazioni di massa, campagne serie, strutture degne, fondi veri? I volontari non sono supereroi. Sono persone che oltre a fare volontariato, hanno limiti umani. E sono a pezzi. Stanchi. Distrutti. Ma continuano, perché se non lo facessero loro, questi cuccioli morirebbero. Tutti.
Mentre chi dovrebbe occuparsi strutturalmente del problema se ne frega. Mentre la politica volta la faccia dall’altra parte. Mentre i fondi “per il benessere animale” si perdono in chissà quali mezzi burocratici o restano sulla carta.
I Lucini sono al nostro rifugio e stanno lottando. Hanno pochi giorni di vita e stanno dimostrando più forza e dignità di chi li ha abbandonati e di chi dovrebbe proteggerli per legge.
Abbiamo bisogno di traversine 60×90 (tante), Forza (quella non si compra, ma si può condividere).
Ma soprattutto serve che questa storia faccia rumore. Serve che la Regione Sardegna si svegli. Serve che si investa sul serio in sterilizzazioni, educazione, strutture. Serve che chi abbandona paghi, davvero. Servono controlli seri sulle riproduzioni incontrollate. Serve che i volontari non fossero lasciati soli.
Questi tre cuccioli non dovevano essere lì, in quel sacchetto. E noi non dovremmo essere qui, ogni singolo giorno, a raccogliere i pezzi del fallimento di un intero sistema.
Forza Lucini. Noi non molliamo.
Se volete aiutare concretamente con traversine, una donazione per le cure veterinarie, sapete come fare. Se volete aiutare davvero, CONDIVIDETE e fate arrivare questo grido dove deve arrivare.


Post simili