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I SALTARELLI

Olbia, 01.03.2026
Ieri sulla strada che porta al meraviglioso Porto Rotondo, una buona persona ha scoperto tre cuccioli abbandonati tra i rovi. Si è fermata, ha seguito quei lamenti strazianti e lì, tra le spine e la polvere, ha trovato tre piccoli angeli: due maschietti e una femminuccia, tremanti, impauriti, con gli occhioni pieni di paura che cercavano la loro mamma.
Erano puliti, con ancora l’odore di casa addosso. Non sono figli della strada, non sono nati da una cagnolina randagia. Qualcuno li ha visti nascere, c’era quando hanno aperto gli occhietti per la prima volta, li ha sentiti piangere per la fame e poi, con una crudeltà che toglie il respiro, li ha buttati via come fossero spazzatura. Come straccetti. Come oggetti rotti che non servono più.
Perché invece di sterilizzare la loro mamma, qualcuno ha preferito far nascere questi cuccioli per poi condannarli a morire di fame, di freddo, sotto le ruote di un’auto o tra le fauci di un animale selvatico.
Avranno appena 50 giorni di vita in cui avrebbero dovuto conoscere solo l’amore, il calore, la sicurezza. E invece hanno conosciuto l’abbandono, la solitudine, il terrore.
Quando la signora li ha presi in braccio, si sono aggrappati a lei come se capissero che quella era la loro ultima possibilità. E lo era davvero.
Ora sono al sicuro nel nostro rifugio e nessuno gli farà più del male. Ma dentro di noi c’è una rabbia che brucia. E c’è un dolore profondo. Perché sappiamo che non sono i primi. E non saranno gli ultimi.
Ogni giorno in Sardegna, in Italia, nel mondo, migliaia di cuccioli vengono abbandonati perché qualcuno ha deciso che la sterilizzazione costa troppo. Che è più facile far nascere e poi “liberarsi” dei cuccioli. Che tanto “sono solo animali”.
La loro mamma non è una randagia, è una cagnolina di proprietà che qualcuno ha deciso di non sterilizzare. Forse per ignoranza, forse per incuria, forse per il pensiero sbagliato che “fa bene alla cagna partorire almeno una volta” (NON È VERO).
E così sono nati, bellissimi, dolcissimi, perfetti. Ma evidentemente non erano desiderati. Non erano pianificati. Erano un “problema” da risolvere. E la soluzione? Buttarli tra i rovi, su una strada trafficata, lasciandoli al loro destino.
Questo non è solo abbandono. È crudeltà. È vigliaccheria. È un crimine contro creature innocenti che non hanno chiesto di nascere.
STERILIZZARE È UN ATTO D’AMORE
Non è una violenza, non è “innaturale”, non è crudele. Sapete cosa è crudele? Far nascere cuccioli destinati all’abbandono, alla sofferenza, alla morte.
Se volete aiutarci abbiamo bisogno di mini puppy della royal e traversine 60×90.
Grazie.


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