Per non dimenticare

ROTOLINO

Olbia, 04.06.2026
ROTOLINO HA MESSO LE ALI. UN DOLORE CHE NON TROVA PAROLE. 

Ci sono momenti in cui vorremmo solo restare in silenzio, ma il nostro impegno verso di voi e verso le anime che soccorriamo ci impone di parlare, anche quando il cuore è in frantumi.
Ieri la situazione di Rotolino è precipitata. Abbiamo fatto di tutto, lottando contro il tempo e contro la fragilità del suo corpicino, cercando di stabilizzarlo il più possibile per permettergli di affrontare l’intervento. Speravamo di poter rimandare ancora un po’, per dargli forza, ma l’ernia diaframmatica era troppo vasta, troppo devastante. Gli organi premevano senza tregua, togliendogli ogni possibilità di respiro.
Siamo dovuti entrare in sala operatoria. È stata l’ultima, disperata prova d’amore per strapparlo a un destino crudele. L’intervento è stato eseguito, ma questa notte, nel silenzio della clinica, Rotolino ha deciso che il suo peso era diventato troppo grande e ha messo le ali.
Proviamo a spiegarvi la rabbia, l’impotenza e il dolore che ci assalgono, ma non esistono parole per descrivere cosa si prova a raccogliere i cocci di una lotta così feroce e vederla finire così. È ingiusto. È un dolore che toglie il fiato, proprio come quel male che lo ha perseguitato fin dal primo momento su quell’asfalto a Porto Rotondo.
A noi resta il vuoto. A noi resta il ricordo di un “cristallo” che abbiamo cercato di proteggere con ogni fibra del nostro essere. E purtroppo, a noi resta anche la dura realtà di un’associazione che vive solo di donazioni: la fattura della clinica, per l’intervento e le cure intensive, è ora un peso enorme che dobbiamo onorare.
Non vi chiediamo solo di piangere con noi questo piccolo angelo, ma di non lasciarci soli in questo momento di sconfitta e difficoltà economica. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per coprire le spese mediche di Rotolino, per poter continuare a dire “sì” al prossimo soccorso, alla prossima emergenza, alla prossima lotta.
Buon ponte, piccolo Rotolino. Scusa se questo mondo non è stato all’altezza della tua purezza. 
Grazie a chiunque vorrà aiutarci a sostenere questo peso.

Olbia, 29.05.2026
È uscito dalla clinica, è tornato tra le nostre braccia, ma la sua battaglia non è finita. Rotolino oggi è come un cristallo: prezioso, bellissimo e incredibilmente fragile.
L’impatto che ha subito lo ha segnato profondamente. Al momento la vescica è neurologica, il che significa che ha bisogno di assistenza costante e cure specializzate che solo il nostro ambulatorio interno al rifugio può garantirgli. Eppure nonostante tutto, Rotolino ha fame di vita: lo abbiamo visto mangiare con i suoi occhietti vispi e il cuore ci è esploso di speranza. 
Siamo noi ora, a dover proteggere questo cristallo. Come associazione lottiamo ogni giorno nell’ombra, raccogliendo i pezzi di anime spezzate, ma per farlo abbiamo bisogno che la nostra trincea sia rifornita.
Per aiutare Rotolino a rinforzarsi e a sostenere il suo percorso di guarigione, abbiamo bisogno di cibo specifico di alta qualità per la sua crescita delicata: Mousse della Schesir, Mother & Babycat (sia umido che secco) della Royal Canin
Grazie per non averci lasciati soli a raccogliere i cocci. Insieme, faremo in modo che questo cristallo non si rompa più.

Olbia, 28.05.2026
Un gattino di appena due mesi, un batuffolo di vita che pesa quanto un soffio, travolto da un’auto e lasciato lì, solo, a soffocare nel dolore.
È stato trovato così da alcuni turisti. Lo hanno raccolto, ferito e terrorizzato, e lo hanno portato di corsa al nostro rifugio l’altra sera intorno alle 22.30.
Rotolino (così lo abbiamo chiamato) respira malissimo, un rantolo che spezza il cuore. Dopo le prime cure è stato trasferito d’urgenza in clinica: il sospetto è il più temibile, ernia diaframmatica. L’urto ha spostato i suoi organi interni, schiacciando i polmoni e togliendogli l’aria.
In questo momento è ricoverato in gabbia a ossigeno. Sta lottando con le unghie e con i denti per non arrendersi. È minuscolo, è fragile.
Siamo un’associazione che ogni singolo giorno scende in trincea contro l’indifferenza e la crudeltà. Ogni giorno lottiamo una battaglia senza pari per strappare vite alla morte, ma siamo soli. Non abbiamo finanziamenti pubblici, non abbiamo certezze: viviamo solo ed esclusivamente delle vostre donazioni.
La clinica, l’ossigeno, i chirurghi, le medicine… tutto questo ha un costo che per noi è una montagna altissima da scalare. Ma come si fa a dire a un piccolo di due mesi che la sua vita non ha prezzo? Vi chiediamo di lottare insieme a noi. Non lasciateci soli a raccogliere questi pezzi di vita spezzata. Anche una piccola goccia può aiutarlo a fare il prossimo respiro.
Vi terremo aggiornati su ogni suo respiro, su ogni sua piccola vittoria. Grazie di cuore a chi sceglierà di non girarsi dall’altra parte.

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