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I TRALLUCCI

Olbia, 23.04.2026
Si chiama Lido del Sole, ma per loro quel sole stava per tramontare prima ancora di iniziare a splendere.
Siamo nel 2026. L’era dell’intelligenza artificiale, dei viaggi nello spazio, della tecnologia che tutto risolve. Eppure, nel ciglio di una strada vicino a Olbia, alla curva del Lido, la tecnologia non è servita a nulla contro l’arma più antica e letale del mondo: la cattiveria umana. Li hanno buttati come rifiuti. Una scatola di cartone lanciata poco più in là, e loro, i 4 Tarallucci , che con le loro zampe di appena 50 giorni hanno provato a risalire l’asfalto, uscendo da quella prigione di carta per cercare la vita, rischiando di trovare la morte sotto le ruote di un’auto.
Tre femmine e un maschietto. Piccoli, smarriti, con gli occhi pieni di una paura che nessun essere vivente dovrebbe conoscere così presto. Fa rabbia. Perché nel 2026 non ci sono scuse. Ci sono i mezzi, ci sono le sterilizzazioni, ci sono i modi per evitare nascite indesiderate. Buttare via la vita nel ciglio di una strada non è “un incidente”, è un crimine premeditato. È scegliere consapevolmente di condannare a morte degli innocenti. Ora i 4 Tarallucci sono al sicuro nel nostro rifugio. Hanno iniziato il protocollo dei vaccini, mangiano la loro pappa Mini Puppy della Royal e, soprattutto, hanno trovato l’amore che qualcuno ha cercato di soffocare in quella scatola. Hanno una forza incredibile, quella di chi ha deciso che non era ancora ora di arrendersi.
Noi siamo qui per loro. Per riparare al male che hanno ricevuto. Ma voi, guardateli bene: dietro questi musini c’è il fallimento di un’umanità che non ha ancora imparato il rispetto per la vita.
Non giratevi dall’altra parte. Condividete la loro storia, perché la cattiveria si sconfigge solo restando uniti.
Grazie a chi ci aiuterà.

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