LE 6 ORFANELLE
Olbia, 19.08.2026
Vogliamo darvi l’aggiornamento che temevamo non saremmo riusciti a rilasciare: sono tutte e sei vive!
Dopo i giorni bui, la paura di perderle e la stanchezza che ci toglieva il fiato, oggi finalmente respiriamo un po’ di speranza. Quelle piccole anime che sembravano arrese, anche le due piccole che stavano così male, hanno deciso di lottare. Ora ciucciano tutte con forza, hanno voglia di vivere e sembrano finalmente fuori pericolo.
Tutti i nostri sacrifici, le notti in bianco e le lacrime versate iniziano a essere ripagati dai loro piccoli respiri regolari. Ma la battaglia non è finita.
Per portarle verso lo svezzamento e garantire loro un futuro sano, ora abbiamo bisogno del vostro aiuto concreto. Non sono più emergenza medica immediata, ma sono sei bocche affamate che crescono
COSA CI SERVE ORA:
Cibo Royal Canin Mini Starter (fondamentale per questa fase delicatissima).
Contributi per i primi vaccini, per proteggerle ora che sono così fragili.
Abbiamo lottato per non lasciarle morire in strada, aiutateci se potete.
Grazie a chi ci è stato vicino nel momento più duro.

Olbia, 17.08.2026
C’era una mamma randagia che ha dato tutto quello che aveva. Ha lottato nel silenzio della strada, ha protetto le sue sei figlie, le ha nutrite fino a quando il suo corpo ha ceduto. Forse le complicazioni del parto, forse la fatica di una vita invisibile. È morta così, lasciando sei piccole anime da sole, esanimi sull’asfalto, senza più calore.
Ora sono qui da noi. Sei femminucce meravigliose e fragili. Ma la realtà, per noi, è un incubo che ci toglie il fiato. Due di loro sono in condizioni disperate: una è così debole che non ha nemmeno la forza di piangere, l’altra è scossa da piccole crisi epilettiche che ci spezzano il cuore ogni volta.
Dobbiamo allattarle ogni poche ore, correre per le cure, vegliare su chi sta lottando tra la vita e la morte. Ma noi siamo sfinite. Siamo svuotate, stanche oltre ogni limite umano. Per noi, in questo momento, non avere un aiuto significa soccombere insieme a loro.
Serve una BALIA, persone che abbiano il cuore e il tempo di prendersi cura di loro, di allattarle, di amarle. Portarle qui è stato un gesto d’amore di chi le ha trovate, ma lasciarle sole significa farle morire. E noi non possiamo farcela da sole.
Non scriveteci “poverine”, non serve la commiserazione. Servono mani che stringano quei biberon, servono persone disposte a faticare insieme a noi per non rendere vano il sacrificio della loro mamma.
CHI PUÒ AIUTARCI CONCRETAMENTE CI CONTATTI SUBITO. Abbiamo bisogno di voi per dare loro una speranza. Grazie a chi ci aiuterà.

