OTRANTO
Olbia, 01.10.2026
Quindici giorni. Tanto è bastato perché qualcuno decidesse che la vita di questo scricciolo nero non valesse nulla. Otranto è stato buttato via come una scarpa vecchia, un rifiuto di cui sbarazzarsi sul ciglio di una strada. Ha il nasino sbucciato, forse per l’urto della caduta, forse perché ha cercato disperatamente di fiutare un briciolo di umanità nell’asfalto.
Ma il destino ha voluto che su quella strada non passasse l’indifferenza, ma la civiltà.
Un ciclista canadese, qui per godersi le bellezze della nostra isola, si è fermato nella sua corsa. Ha visto quel puntino nero che lottava per respirare e non ha tirato dritto. Poi sono arrivati dei turisti tedeschi, che lo hanno raccolto e scortato fino al nostro rifugio.
Cosa penseranno di noi questi turisti? Mentre i promoter turistici spendono milioni per dipingere un’immagine di isola paradisiaca, fatta di mare cristallino e ospitalità impeccabile, la realtà che questi visitatori portano a casa è un’altra. Portano con loro il ricordo di un cucciolo sanguinante, abbandonato da chi avrebbe dovuto proteggerlo. Si chiederanno che razza di popolo siamo, se siamo davvero capaci di tanta crudeltà verso chi non ha voce. Si chiederanno se la nostra accoglienza valga solo per chi paga, mentre ai più deboli riserviamo l’asfalto.
Fa male dirlo, ma è la verità: che immagine diamo della nostra Sardegna? Noi che andiamo fieri della nostra storia, della nostra accoglienza sacra e della nostra dignità, come possiamo accettare che il ricordo di un turista sia legato alla vigliaccheria di un singolo? Questo non è il volto della nostra gente: è una macchia che sporca tutti noi se restiamo in silenzio. La vera bellezza di una terra si misura da come tratta i più deboli, e chi ha abbandonato Otranto ha tradito non solo un cucciolo, ma il senso stesso di umanità che ci appartiene.
Il piccolino sta aprendo gli occhi. Sta scoprendo il mondo proprio in queste ore e la prima cosa che vedrà non sarà il volto di chi lo ha tradito, ma le nostre mani che cercano di riparare al male ricevuto.
Va allattato giorno e notte. Per farlo crescere e gestire l’emergenza abbiamo urgente bisogno di latte in polvere della Royal Canin Puppy e traversine misura 60×90
Non lasciamo che il ricordo di Otranto resti una macchia di vergogna negli occhi di chi è venuto a trovarci. Dimostriamo che la Sardegna è quella che soccorre e protegge.
Vi aspettiamo al rifugio. Otranto ha bisogno di tutti noi.

