MARIVAN
Non avremmo mai voluto scriverlo. Avremmo voluto parlarvi di una rinascita, di muscoli che tornavano a crescere, di quegli occhi spesi che ricominciavano a guardare il mondo con fiducia. Lo sapevamo che eri un soffio fragile, Marivan, ma ci abbiamo sperato con ogni battito del nostro cuore.Oggi Marivan è diventato un angelo. E mentre lo piangiamo, la rabbia esplode più forte del dolore.Perché Marivan non è nato scheletro. Lo è diventato sotto gli occhi di tutti. Lo è diventato nell’indifferenza di un’intera comunità che gli è passata accanto voltando la testa, come se quel corpo martoriato fosse solo parte del paesaggio. E qui il nostro pensiero va a te, “carnefice” travestito da uomo. Perché forse, Marivan, tu un “padrone” ce l’avevi pure. Qualcuno che magari ti chiamava per nome mentre ti negava l’acqua e il cibo. Qualcuno che ha guardato le tue ossa bucare la pelle e ha continuato a dormire sonni tranquilli, mentre tu morivi lentamente, un grammo alla volta, nel silenzio di un inferno privato. Sì, forse avevi un padrone, ma hai trovato la tua vera famiglia solo quando ormai non avevi più forze. È poco gratificante per noi, oggi, dire che “almeno non è morto solo”. Sembra una consolazione magra davanti all’orrore. Eppure, per Marivan, quel poco è stato tutto. Non è morto nel fango, legato a una catena rugosa che gli segnava il collo e l’anima. Non è morto nel buio di un cortile dimenticato da Dio, tra i rifiuti e l’oblio. Se n’è andato al caldo. Se n’è andato su una ?coperta morbida che lo avvolgeva come un abbraccio mai ricevuto. ?Se n’è andato con il sapore del tonnetto ancora sul palato e, finalmente, con il tocco di una mano gentile che non voleva scacciarlo, ma solo dirgli “resta, se puoi”. Se n’è andato sentendo il calore di una lacrima umana vera, versata solo per lui. Scusaci, Marivan, se siamo arrivati quando il tuo libro era già alle ultime righe. Grazie per averci aspettato, per aver resistito quel tanto che bastava per scoprire che l’uomo non è solo colui che ti ha ridotto così, ma è anche colui che ti accompagna con amore fino all’ultimo respiro.Corri ora, piccolo guerriero. Senza catene, senza padroni spietati, senza più fama. Finalmente sei libero. Ps. Ti voglio ricordare felice ed amato amore mio
Olbia, 25.04.2026
MARIVAN: IL PESO DELL’INDIFFERENZA E IL MIRACOLO DI UN CUORE CHE RESISTE.
Marivan è sotto flebo. I fluidi scorrono nel suo corpo martoriato, mentre lui, con una forza che non dovrebbe avere, resiste. Abbiamo una prima, grande notizia: è negativo alla Leishmania. Il suo stato non è dovuto a una malattia incurabile, ma a qualcosa di molto più letale: la cattiveria umana e l’indifferenza.
È stato trascurato per troppo tempo. Mesi, forse anni di oblio. E qui arriva la domanda che ci lacera: quante persone hanno visto Marivan ridotto a uno scheletro e sono rimasti in silenzio? Quanti gli sono passati accanto voltando lo sguardo? È dovuto arrivare qualcuno da fuori, qualcuno con gli occhi non ancora abituati all’orrore, per rimanere scioccato e chiederci aiuto.
Io credo fermamente che il male che facciamo agli animali, un giorno, lo pagheremo. Perché tacere davanti a una sofferenza simile significa esserne complici.
A volte arriviamo troppo tardi, è vero. Ma Marivan oggi ci ha fatto un regalo: ha mangiato. Nonostante tutto, ha ancora voglia di lottare. Gli piacciono le scatolette al tonnetto della Schesir, le mangia con quella dignità che solo i cani hanno, anche quando sono a un passo dal ponte.
Noi ce la mettiamo tutta. Non sappiamo se il tempo sarà dalla nostra parte, ma finché lui respira, noi non ci arrendiamo.
Abbiamo bisogno di sostegno per le spese veterinarie e per il cibo specifico (va matto per lo Schesir al tonnetto!).
Grazie a chi non resta zitto. Grazie a chi ci aiuta a dimostrargli che l’uomo sa anche prendersi cura.

Olbia, 20.04.2026
Marivan è con noi da poco più di 24 ore. È così debole che anche mangiare sembra una montagna troppo alta da scalare. Lo guardiamo e il cuore si stringe in una morsa: un occhio è spento, l’altro è ormai irrecuperabile. Marivan è cieco, ma forse è il modo in cui la natura lo ha protetto dal dover guardare ancora in faccia la cattiveria di chi lo ha ridotto così.
Certe volte l’essere umano è davvero la creatura più crudele sulla terra. Non c’è altra spiegazione per uno scheletro di cane che porta addosso i segni di una sofferenza inimmaginabile. Ma stasera, Marivan, c’è una novità. Forse non ti sembrerà vero, forse avrai paura che sia un sogno dal quale svegliarti, ma quel calore che senti non è il sole che scotta sulla pelle nuda. È il calore di una stanza protetta. Quella morbidezza che senti sotto le tue ossa stanche non è la terra dura e fredda, ma una coperta pulita, messa lì solo per te. Siamo in attesa dei risultati delle analisi, pronti a fare tutto il possibile. La strada è in salita e lui è fragilissimo, ma stasera Marivan dorme al caldo. E questa, dopo tanto buio, è la sua prima, vera vittoria.
Continuate a sostenerci, perché le visite e le cure saranno tante e Marivan ha bisogno di ognuno di voi per provare a tornare alla vita.
Non smettere di lottare, piccolo. Il peggio è passato.

Olbia, 19.04.2026
Scusaci Marivan, ti chiediamo scusa a nome di ogni essere umano che ti ha ignorato, che ti ha lasciato senza cibo, che ha visto le tue ossa spuntare e ha preferito chiudere la porta o voltare lo sguardo altrove.
Oggi sei arrivato da noi, fragile come cristallo, un soffio di vita che cerca disperatamente di non spegnersi. Non sappiamo nulla del tuo passato, se non che hai conosciuto l’abisso dell’indifferenza e la crudeltà di chi non ha un briciolo di umanità. Ma sappiamo cosa meriti: meriti il mondo intero.
Forse siamo arrivati tardi, forse il tuo viaggio è quasi al termine ma una cosa è certa, non lo finirai da solo. Lo finirai tra braccia che ti amano, circondato dal calore e dalla dignità che ti sono stati negati per troppo tempo.
Il tuo corpo è stremato, ridotto a uno scheletro che respira, ma il tuo cuore batte ancora. E finché batterà, noi saremo lì a lottare con te, centimetro dopo centimetro. Il passato è finito, ora conoscerai la luce.
Ci proveremo con tutte le nostre forze per farti capire che l’uomo sa anche amare. Ma per farlo, abbiamo bisogno di voi. Marivan deve essere sottoposto urgentemente ad analisi complete, visite specialistiche e cure intensive per sperare in un miracolo.
Dimostriamogli che esiste anche il meglio dell’essere umano. Ogni piccolo contributo, anche il costo di un caffè, per lui può significare una possibilità di vita in più.
Resisti, piccolo guerriero. Ora sei al sicuro. Grazie di cuore a chi sceglierà di non voltarsi dall’altra parte.

