Cercano casa I nostri appelli Ultime emergenze

I SOPRAVVISSUTI DI BERCHIDEDDU

Olbia, 08.09.2026
È un orrore che toglie il fiato, un atto di una viltà senza confini che ci proietta direttamente in un medioevo dell’anima. Berchideddu non è stata teatro di una fatalità, ma di un crimine consapevole. Michel, un ciclista, ha sentito quelle grida: erano i pianti disperati di chi, a soli 20 giorni di vita, è stato condannato a morire bollito sotto il sole della Sardegna.
Accanto ai due sopravvissuti, altri due corpicini che non ce l’hanno fatta. Morti nell’indifferenza, mentre qualcuno pensava di pulirsi la coscienza lasciando una ciotolina d’acqua a creature che sanno solo succhiare il latte. Una beffa atroce, l’insulto finale alla loro innocenza.

Siamo nel 2026, ma per certi individui il progresso è solo una parola vuota. Chi compie un gesto simile non è un essere umano, è un vuoto a perdere che disprezza il valore sacro della vita. Il nostro pensiero corre a quella povera mamma: nelle mani di chi è rimasta? Quale inferno sta vivendo sotto il giogo di chi è capace di strapparle i figli e lasciarli agonizzare nell’erba secca?
Non potevamo aspettare. Non c’era tempo per la burocrazia, per i protocolli o per le scartoffie. C’era il battito debole di due cuccioli che chiedevano di restare al mondo. Una nostra volontaria è corsa, li ha raccolti e ora sono al sicuro nel nostro rifugio. Qui la vita viene prima di ogni pratica amministrativa.

È una vergogna che ricade su tutta la nostra specie. Ma noi non staremo a guardare in silenzio questa inciviltà. Continueremo a lottare, a denunciare e a curare le ferite inferte da chi non meriterebbe nemmeno di respirare la stessa aria di queste creature. Ora i piccoli combattono per la vita. Noi siamo con loro, con la rabbia nel cuore e la ferma volontà di non osare tregua a chi pensa che un cucciolo sia un rifiuto da smaltire. Mai.

L’atrocità che abbiamo visto a Berchideddu è il risultato diretto di un’ignoranza che non possiamo più tollerare. Abbandonare dei cuccioli di venti giorni a morire di sete e calore non è solo un atto criminale, è la conseguenza di una scelta precisa: quella di non sterilizzare.
Basta con l’ipocrisia. Non accettiamo più la scusa del “non ho i mezzi” o “costa troppo”. Se non avete le possibilità economiche per sterilizzare i vostri animali, venite da noi. Vi aiutiamo noi. La nostra associazione è pronta a farsi carico dell’intervento pur di non dover più raccogliere cadaveri o sentire le urla strazianti di creature innocenti abbandonate ad agonizzare.
Non ci sono più alibi. Chi non sterilizza e poi getta via la vita come se fosse spazzatura è complice di questo scempio. La responsabilità è individuale: se possiedi un animale, hai il dovere di gestirlo con dignità. Se non lo fai, la colpa è tua e di nessun altro.
Noi ci siamo, mettiamo a disposizione i nostri sforzi e le nostre risorse. Quindi, non avete più scuse. Smettetela di far partorire le vostre cagne per poi condannare i cuccioli a una morte atroce. Sterilizzate. Fatelo per loro, fatelo per restare umani.


Post simili