I FRANCESINI
Olbia, 28.07.2026
C’è un momento in cui il cuore perde il ritmo. Accade quando vedi fermarsi un fuoristrada con targa straniera e vedi scendere due bambini. Non portano giocattoli, non portano secchielli per la spiaggia. Tra le braccia stringono, con la purezza che solo l’infanzia possiede, due piccoli cuccioli.
In quel momento la tachicardia ci ha assaliti. Non era gioia, era il presagio di un nuovo baratro. E il presagio si è fatto realtà: dal bagagliaio, insieme ai genitori, ne sono scesi altri tre. Cinque cuccioli in tutto, di circa 40 giorni, e un sesto passeggero della sventura: un gattino rachitico, chiuso in un cestino, divorato da pulci e zecche.
Li hanno trovati in aperta campagna. Soli. Affamati. Assetati. Abbandonati al loro destino sotto il sole rovente, come scarti di una civiltà che di civile ha ormai ben poco.
Mentre i turisti ammirano le nostre bellezze, si scontrano con l’orrore del nostro fallimento culturale. Che idea si portano a casa di una terra che ancora permette questo scempio? Appariamo come un popolo rimasto all’età della pietra, incapace di gestire i propri animali, incapace di capire che la sterilizzazione non è un optional, ma l’unico atto di dignità e rispetto possibile. Finché non capiremo che ogni cucciolata “indesiderata” è una condanna a morte o a una vita di stenti, resteremo una terra bellissima ma profondamente barbara.
Uno dei cuccioli è in gravi condizioni. Il gattino è l’ombra di se stesso. Noi siamo allo stremo, sommersi da un’emergenza che non ha mai fine.
Per i Francesini e per il piccolo guerriero nel cestino ci serve urgentemente:
Cibo Royal Canin Mini Starter (fondamentale per lo svezzamento e il recupero di cuccioli così debilitati)
Contributi per i vaccini e le cure veterinarie (dobbiamo metterli in sicurezza al più presto)
Aiutateci a dimostrare che, nonostante tutto, esiste ancora un cuore che batte oltre l’indifferenza.
Grazie.

