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OLANDESINO

Olbia, 05.08.2026
C’è un filo sottile che lega la gioia di una vacanza al dolore profondo della strada. Quel filo oggi si chiama Olandesino.
È un esserino minuscolo, un soffio di vita che ha incrociato il cammino di alcuni turisti olandesi. Sono venuti nella nostra terra per cercare bellezza, sole e relax, e invece hanno trovato lui: una creatura sofferente, sola, l’ennesimo scarto di un randagismo felino che non dà tregua.
Perché accade questo? Perché i turisti fanno questi incontri? La risposta è brutale nella sua semplicità: perché sono troppi. Perché la piaga dei gatti non sterilizzati e abbandonati è una marea che sale e che travolge tutto. Noi volontari urliamo al mondo la nostra impotenza ogni singolo giorno.
Siamo al limite. Anzi, il limite lo abbiamo superato da un pezzo. Abbiamo gabbie ovunque, siamo arrivati a occupare il quarto piano, ogni centimetro è diventato un rifugio d’emergenza. Ma quando ti trovi davanti a turisti disperati, con gli occhi lucidi e quel gattino tra le mani che chiede solo di non morire… cosa fai? Come puoi dire di no?
Significherebbe condannarli. Eppure, accoglierli significa affogare nelle spese e nelle responsabilità che nessuno vuole vedere.
Non chiediamo miracoli, ma gli strumenti per continuare a combattere. In questo momento la nostra infermeria è al collasso e abbiamo necessità estrema di: Farmaci specifici (come il Vibravet) per curare le infezioni che logorano questi piccoli corpi. Vaccini per proteggere chi è appena arrivato e chi è già con noi. Sverminanti per gatti e gattini.
La situazione è pesante, psicologicamente e materialmente. Ogni vita salvata è una vittoria, ma ogni nuova emergenza è un macigno sul cuore. Olandesino è salvo, ma intorno a lui ci sono decine di altri invisibili che aspettano un gesto di pietà.
Grazie di cuore a chi sceglierà di essere dalla nostra parte e dalla parte di creature come Olandesino.
Condividete questo post, fate girare il nostro appello. Grazie a chi ci aiuterà.

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