ADA
Olbia, 15.04.2026
BUON VIAGGIO PICCOLA ADA. OLTRE IL DOLORE, OLTRE L’INDIFFERENZA.
Ci sono momenti in cui le parole pesano come macigni e il silenzio fa rumore. Oggi il nostro cuore è a pezzi: la piccola Ada non ce l’ha fatta. La sua anima bianca è volata via, lasciando un vuoto immenso che non riusciamo a spiegare.
Mentre il mondo festeggiava il Lunedì dell’Angelo, tra risate e brindisi, Ada SOFFRIVA NELL’ ASFALTO. Scaraventata sul bordo della strada come un rifiuto da chi ha schiacciato l’acceleratore ed è scappato, lasciando dietro di sé solo il vuoto di un gesto vigliacco e il respiro affannato di una creatura che non aveva più nemmeno la forza di guaire.
Guardate bene i suoi occhioni immensi. In quegli occhi c’era la storia degli “invisibili” della nostra terra. Ada non era solo vittima di quell’investimento; era una guerriera che combatteva da tempo una battaglia silenziosa contro la Leishmaniosi. Il trauma al bacino le aveva causato dei traumi ma lei restava lì, con una dignità che ci ha spezzato l’anima.
Ma in quel mare di tristezza, è apparso un raggio di luce: un ragazzo dal cuore d’oro. Lui non ha guardato l’orologio, non ha pensato che fosse “solo un randagio bianco”. Si è fermato. L’ha raccolta, l’ha stretta a sé e ha implorato il nostro aiuto. Grazie a lui, Ada non è morta come un numero sull’asfalto, ma tra le braccia dell’amore.
L’avevamo chiamata Ada, perché significa “Nobile”. Volevamo regalarle quella nobiltà che la vita le aveva negato. Abbiamo lottato con ogni singola fibra del nostro essere, abbiamo sfidato la medicina e sperato nel miracolo fino all’ultimo respiro. Sognavamo di vederla correre felice, finalmente al sicuro, amata in una casa vera. Sognavamo di veder svanire il terrore da quegli occhi che parlavano di una sofferenza muta che non dimenticheremo mai.
Non ce l’abbiamo fatta. E fa male da morire sapere che tutte le nostre corse sono state vane contro la devastazione che la cattiveria umana ha provocato.
Scusaci, piccola stella. Scusaci se questo mondo non è stato degno di te. Ti abbiamo amata immensamente nel poco tempo che siamo stati insieme, e te ne sei andata sapendo di essere importante, sapendo di avere un nome.
Grazie al ragazzo che l’ha tolta dalla solitudine della strada. Grazie a chi ha donato, pregato e lottato con noi.
Corri libera ora, Ada. Corri dove non esistono auto, dove la malattia scompare, dove i tuoi occhioni immensi potranno finalmente guardare solo la luce. Per noi non sarai mai un randagio qualunque. Sarai per sempre la nostra nobile, indimenticabile Ada.

Olbia, 13.04.2026
ADA: SOSPESA TRA LA VITA E LA MORTE. ABBIAMO BISOGNO DI UN MIRACOLO.
Non avremmo mai voluto darvi questo aggiornamento. Nonostante le cure costanti, il cuore ci diceva che Ada non stava bene. Stamattina la corsa d’urgenza in clinica e la diagnosi che ci ha tolto il respiro: l’impatto terribile del Lunedì dell’Angelo ha lasciato segni invisibili ma devastanti.
Il trauma al bacino ha causato una vescica neurologica. La vescica ha ceduto, riportando una lesione che ha iniziato a far trafilare urina nell’addome. Il risultato è una gravissima peritonite chimica.
In questo momento Ada è sotto drenaggio e lavaggi peritoneali. I medici la stanno preparando d’urgenza per un delicato intervento chirurgico. La prognosi è riservata. La sua vita è appesa a un filo.
Ci spezza il cuore pensare a quanto questa piccola abbia sofferto in silenzio, vittima della crudeltà di chi l’ha investita e della fragilità di un corpo martoriato. Quel “randagio bianco” che qualcuno voleva cancellare sta lottando con tutte le sue forze.
Non possiamo farcela da soli. L’intervento, il ricovero e le cure specialistiche hanno costi altissimi. Vi preghiamo, diventate l’angelo custode di Ada. Ogni piccolo aiuto può fare la differenza tra la vita e la morte.
Aiutateci a riparare ciò che la cattiveria ha distrutto.

Olbia, 12.04.2026
Ada, la piccola anima bianca investita a Pasquetta e salvata da quel ragazzo dal cuore d’oro che non si è voltato dall’altra parte.
Speravamo in una ripresa più veloce, ma la strada per Ada è ancora in salita. Nonostante tutti gli esami diagnostici fatti in clinica, la piccola non sta ancora bene. I forti ematomi interni la fanno soffrire e il trauma che ha vissuto è stato devastante per il suo piccolo corpo e per la sua indole timida.
Ada sta lottando. È una creatura fragile che ha conosciuto la crudeltà dell’indifferenza, ma ora è circondata da chi la ama. In questo momento riesce a mangiare solo cibo Recovery della Royal Canin, un alimento specifico e molto nutriente che serve a darle le forze necessarie per rimettersi in piedi.
Gestire un rifugio significa non arrendersi mai, ma le spese mediche e il cibo specifico sono un costo altissimo che da soli facciamo fatica a sostenere.
Potete aiutarci donando qualche lattina di “Recovery” o con un piccolo contributo per le sue continue cure? Ada ha bisogno di sapere che il mondo è pieno di persone buone, come quel ragazzo che l’ha raccolta e come ognuno di voi.

Olbia, 08.04.2026
Lunedì dell’Angelo, una strada come tante in Sardegna. Per qualcuno, Ada era solo un intralcio, un “randagio bianco” tra i mille che si incontrano, un essere vivente che non meritava neanche un secondo per frenare. L’hanno investita e lasciata lì, agonizzante sul bordo della strada, a contare i battiti del suo cuore ferito mentre le macchine sfrecciavano via.
Ma il destino ha voluto che su quella stessa strada passasse un ragazzo dal cuore d’oro. Lui non ha guardato l’orologio, non ha pensato che “fosse solo un cane”. Si è fermato. Ha raccolto quel corpicino tremante e dolorante e, con l’anima colma di speranza, ha chiamato noi, chiedendoci con tutto il cuore di aiutarlo a salvarla.
Ada è arrivata ieri al rifugio. Uno strazio. Faceva pipì sangue puro, il suo corpo è un unico grande ematoma, specchio della violenza dell’impatto. Stamattina la corsa in clinica: miracolosamente non ci sono fratture, ma il dolore che prova, fisico e psicologico, è immenso. È timida, spaventata, non capisce perché il mondo sia stato così duro con lei.
Noi abbiamo risposto al grido d’aiuto di quel ragazzo. Ora però abbiamo bisogno di voi. Curare Ada, farle superare il trauma e lenire i suoi ematomi richiederà tempo e risorse.
Dimostriamo ad Ada che il mondo non è quello che l’ha colpita e abbandonata, ma quello che l’ha raccolta e curata. Grazie al volontario per non essersi girato dall’altra parte. Ora tocca a noi.
Aiutaci a scrivere il lieto fine per Ada.

