ADA
Olbia, 08.04.2026
Lunedì dell’Angelo, una strada come tante in Sardegna. Per qualcuno, Ada era solo un intralcio, un “randagio bianco” tra i mille che si incontrano, un essere vivente che non meritava neanche un secondo per frenare. L’hanno investita e lasciata lì, agonizzante sul bordo della strada, a contare i battiti del suo cuore ferito mentre le macchine sfrecciavano via.
Ma il destino ha voluto che su quella stessa strada passasse un ragazzo dal cuore d’oro. Lui non ha guardato l’orologio, non ha pensato che “fosse solo un cane”. Si è fermato. Ha raccolto quel corpicino tremante e dolorante e, con l’anima colma di speranza, ha chiamato noi, chiedendoci con tutto il cuore di aiutarlo a salvarla.
Ada è arrivata ieri al rifugio. Uno strazio. Faceva pipì sangue puro, il suo corpo è un unico grande ematoma, specchio della violenza dell’impatto. Stamattina la corsa in clinica: miracolosamente non ci sono fratture, ma il dolore che prova, fisico e psicologico, è immenso. È timida, spaventata, non capisce perché il mondo sia stato così duro con lei.
Noi abbiamo risposto al grido d’aiuto di quel ragazzo. Ora però abbiamo bisogno di voi. Curare Ada, farle superare il trauma e lenire i suoi ematomi richiederà tempo e risorse.
Dimostriamo ad Ada che il mondo non è quello che l’ha colpita e abbandonata, ma quello che l’ha raccolta e curata. Grazie al volontario per non essersi girato dall’altra parte. Ora tocca a noi.
Aiutaci a scrivere il lieto fine per Ada.

