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BUBI

Olbia, 03.07.2026
Bubi è una piccola, dolcissima guerriera. L’intervento a cui è stata sottoposta è stato lungo e complesso. I medici hanno fatto l’impossibile: è stata eseguita una rimozione totale del condotto uditivo, una bullectomia, ed è stato necessario asportare anche la ghiandola parotide e i linfonodi coinvolti.
Dobbiamo essere onesti con voi, perché la trasparenza è il patto che ci lega: l’intervento ha avuto una natura palliativa. Il tumore squamoso è già andato troppo in profondità e non è stato possibile rimuovere ogni singola cellula malvagia. Sappiamo che il male tornerà, non sappiamo quando, ma oggi Bubi ha vinto la sua prima battaglia.
Si è svegliata. Ha guardato il mondo con quegli occhi che hanno visto troppo dolore e… ha ricominciato a mangiare. Cerca le coccole, fa le fusa, ci ringrazia con la sua presenza. Ora non ha più dolore. 
Non sappiamo quanto tempo le resti. Potrebbero essere mesi, speriamo anni, o forse meno. Ma abbiamo preso una decisione: ogni singolo giorno che Bubi passerà con noi sarà intriso di amore puro. Non ci saranno più fame nè sete, non ci sarà più il sole che brucia la sua pelle bianca, ma solo carezze, pappe buone e un letto morbido.
Perché la vita non si misura in anni, ma nella qualità dell’amore che ricevi.
Dateci amore, dateci la forza di continuare. Per Bubi, per la sua voglia di vivere, per ogni fusa che ci regalerà da oggi in poi.
Grazie di cuore a chi non si volta dall’altra parte. Grazie per essere la speranza di Bubi e grazie a chi ci aiuterà.


Olbia, 03.06.2026
Lui è Bubi. È arrivato da noi poco fa, portato da alcuni turisti che lo hanno trovato agonizzante in campagna. Quando lo abbiamo visto, il cuore ci si è stretto in una morsa: si reggeva a malapena in piedi, devastato dalla disidratazione e dalla fame.
Bubi è un gatto bianco, intero, e come capita a molti di loro lasciati a se stessi sotto il sole cocente, le sue orecchie sono mangiate da un tumore squamoso. È arrivato che non aveva più nemmeno la forza di lamentarsi, cercava solo disperatamente un goccio d’acqua.
Ci chiediamo: come è possibile trattare la vita così? Come si può ignorare una creatura che si spegne giorno dopo giorno nel silenzio e nell’indifferenza?
Siamo stanchi. Lo diciamo con il cuore in mano. Le emergenze sono troppe, i casi disperati arrivano uno dopo l’altro e le nostre forze, fisiche ed economiche, sono al limite. Oltre alle spese mediche urgenti per lui, stiamo lottando per rendere il nostro rifugio un posto più sicuro e strutturato. Abbiamo bisogno di aiuto per il nostro terreno: dobbiamo recintarlo per poter accogliere queste anime in difficoltà e dare loro la protezione che non hanno mai avuto.
Vi chiediamo due cose: 

Dateci la forza: un commento, una condivisione, un pensiero per non farci sentire soli in questa battaglia infinita. 

Aiutateci concretamente: ogni piccola donazione per Bubi e per il progetto della recinzione è un mattone verso la loro salvezza.
Non lasciateci soli. Bubi ha scelto di vivere, aiutateci a permetterglielo.


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