JOHN
Olbia, 22.06.2026
LA MERAVIGLIOSA RINASCITA DI JOHN
Fermatevi un attimo e guardate la regalità che emana questo cane. Guardate la fierezza del suo portamento, la luce nuova nel suo sguardo, l’eleganza innata che solo un Setter sa avere.
Oggi John è in perfetta forma. Ma per arrivare a questo “oggi”, abbiamo attraversato un inferno.
Quante volte abbiamo trattenuto il respiro? Quante volte, nel silenzio della notte, abbiamo avuto il terrore di perderlo? John è arrivato da noi che era un’ombra, un cumulo di ossa e piaghe, vittima di un’indifferenza che gli aveva scavato fin dentro gli organi. Abbiamo lottato contro la Leishmaniosi, contro reni stanchi e un fegato provato. Abbiamo lottato contro la sua voglia di lasciarsi andare. Ha trasformato la sofferenza in bellezza, la fragilità in forza. Oggi non è più il “cane dei turisti tedeschi”, non è più il “figlio dell’indifferenza”. Oggi John è un Re. È un cane meraviglioso, con un carattere dolcissimo, capace di una gratitudine che tocca l’anima. Tuttavia, nonostante la sua incredibile ripresa, manca ancora un pezzo fondamentale. Nonostante sia in forma, nonostante il suo pelo sia tornato a splendere, a John manca la cosa più importante: una casa.
La sua battaglia non finisce con un referto medico positivo. La sua vera, definitiva vittoria ci sarà solo quando varcherà la porta di una famiglia tutta sua. Quando avrà un divano su cui riposare, una mano sempre pronta ad accarezzarlo e la certezza che nessuno, mai più, volterà lo sguardo dall’altra parte. John ha vinto la sfida contro la morte, ora aiutiamolo a vincere la sfida per la vita.
Cerchiamo qualcuno che sappia apprezzare la sua nobiltà d’animo, che sappia amarlo per il guerriero che è. John è pronto a donare tutto il suo immenso cuore di Setter.
Condividi la sua bellezza. Facciamo arrivare John a chi lo sta aspettando senza saperlo.
Grazie a chi ci ha aiutato e ci aiuterà.

Olbia, 04.06.2026
Oggi abbiamo riportato John in clinica. Volevamo vederci chiaro, andare oltre i suoi miglioramenti esterni e purtroppo l’ecografia di controllo ci ha messo davanti alla realtà cruda di ciò che l’indifferenza ha prodotto dentro di lui.
I risultati sono complessi e ci raccontano di un corpo che per anni ha dovuto combattere da solo, senza aiuto: Nefropatia degenerativa.
I suoi reni sono stanchi, segnati da un processo di calcificazione (nefrocalcinosi). Sono il segno di quanto la malattia e la trascuratezza abbiano scavato a fondo.
Epatopatia: Anche il fegato mostra i segni di una forte infiammazione o degenerazione.
Calcolo biliare e linfonodi ingrossati. Un quadro clinico che ci dice una cosa sola, John è un guerriero, perché un cane “normale” con questi valori non sarebbe nemmeno in piedi.
Questa è l’eredità dell’abbandono. Non è solo il pelo che manca o le ossa che sporgono, è il danno interno, quello invisibile, che ora dobbiamo curare con ancora più precisione e amore.
Ma sapete qual è il miracolo? È John stesso. Nonostante questo referto così pesante, lui è lì. È un Setter meraviglioso che ci guarda con quegli occhi profondi, che ci scodinzola e che ci dimostra ogni giorno una dolcezza unica. Nonostante i suoi organi stiano soffrendo, la sua anima è intatta, fiera e piena di voglia di farcela. Lui sta lottando con tutto se stesso.
Le cure ora si fanno ancora più specifiche e delicate. Dobbiamo supportare i suoi reni e il suo fegato, continuando a dargli l’alimentazione di alta qualità che sta mangiando con appetito, deve mangiare cibo Renal, sia umido che secco della Royal, alternato con cibo epatic sia umido che secco royal.
Ogni piccola donazione è un respiro in più per i suoi reni, una speranza in più per il suo fegato. Ogni condivisione è un atto di amore per questo Setter che merita di scoprire quanto può essere bella la vita quando qualcuno si prende cura di te.
Grazie a chiunque vorrà aiutarci a scrivere il finale felice di questa storia difficile.
Forza John, noi siamo con te. Sempre.

Olbia, 13.05.2026
John sta migliorando davvero! Le cure stanno facendo effetto e il suo corpo, un tempo martoriato, sta rispondendo con una forza incredibile. Ma la notizia più bella non è solo medica: John si sta rivelando per quello che è veramente… un cane bellissimo con un carattere stupendo. Chi conosce i Setter sa di quale nobiltà d’animo parliamo, ma John va oltre. È di una dolcezza che toglie il fiato, grato per ogni singolo gesto, ogni carezza, ogni parola dolce. È un compagno di vita meraviglioso che sta lottando per riprendersi la dignità che gli era stata strappata. E la notizia che ci fa più gioire? Mangia! Mangia con gusto, apprezza ogni pasto (specialmente i suoi preferiti, il monoproteico Morando e lo Schesir) e ogni boccone è un mattone in più verso la sua rinascita. Vedere un cane così debilitato ritrovare il piacere del cibo è il segno più chiaro della sua voglia di restare attaccato alla vita. Sogniamo ad occhi aperti il giorno in cui la cura sarà terminata. Immaginiamo la trasformazione completa: quando il pelo tornerà lucido e lungo, quando i muscoli saranno forti e quando potrà correre felice, lasciandosi alle spalle per sempre l’orrore dell’indifferenza. Sarà la testimonianza vivente che l’amore e le cure possono compiere miracoli. La strada non è finita, ma John ci sta dimostrando che vuole percorrerla tutta. Grazie a chi ci sostiene nelle spese veterinarie e a chi continua a inviare il cibo specifico che lo sta aiutando tanto.
Forza John, piccolo grande Setter. Non vediamo l’ora di vederti splendere in tutta la tua bellezza.

Olbia, 19.04.2026
UN MIRACOLO CHIAMATO JOHN: LA LUCE TORNA NEI SUOI OCCHI
Ci sono notizie che pesano come macigni e altre che, invece, hanno il profumo della vita che ricomincia. Oggi vogliamo regalarvi la più bella: John sta meglio.
La terapia sta iniziando a fare effetto. Quel corpo che sembrava destinato a spegnersi sotto il peso dell’indifferenza e della malattia, ora sta rispondendo. Ogni giorno che passa, la sua pelle guarisce un po’ di più, le forze tornano e quel tremito costante sta lasciando il posto a una nuova stabilità.
Guardatelo… sta tornando a essere un Setter. Chi conosce questa razza sa di cosa parliamo. I Setter sono creature di una nobiltà d’animo senza pari, fatti di eleganza, sensibilità estrema e una dolcezza che ti disarma. John non fa eccezione. Nonostante l’inferno che ha attraversato, sta tirando fuori tutta la meraviglia del suo carattere: è un cane speciale, grato per ogni carezza, attento a ogni piccolo gesto d’amore.
È incredibile come questi animali riescano a perdonare. Se potesse parlare, John non ci racconterebbe del dolore passato, ma ci direbbe grazie per il calore della sua cuccia, per le cure costanti e per quel cibo che ora mangia con tanta voglia.
Il suo appetito è il segno più grande della sua voglia di vivere. Continua a adorare il suo umido monoproteico Morando e le scatolette Schesir Dog, che sono state fondamentali per dargli la spinta necessaria in questa fase così delicata.
La strada è ancora lunga, la Leishmaniosi è una battaglia che richiede pazienza e costanza, ma vederlo così, vederlo ricominciare a “essere un cane” e non più un fantasma, ci ripaga di ogni lacrima e di ogni momento di rabbia.
GRAZIE A TUTTI VOI. Se John oggi sta meglio è anche merito vostro. Grazie a chi ha donato, a chi ha spedito il cibo, a chi ha dedicato un pensiero a questo Setter meraviglioso. Siete stati la mano che lo ha rialzato insieme a noi.
Non fermiamoci proprio ora. John ha ancora bisogno di cure, di analisi e di tanto supporto per tornare a correre felice come ogni Setter merita di fare.
Continuate a sostenerlo, continuate a fare il tifo per lui. Perché John è la prova che l’amore, quello vero e concreto, può vincere anche l’indifferenza più nera.
Ti amiamo, piccolo grande John. La tua rinascita è la nostra gioia più grande.

Olbia, 03.04.2026
È difficile. È maledettamente difficile ogni volta che una creatura come John varca la soglia del nostro rifugio. Non sono solo ferite sulla pelle, non è solo la Leishmaniosi che lo scava dall’interno, non è solo la fame… è il peso dell’abbandono, è lo sguardo di chi per troppo tempo ha visto solo l’ombra dell’indifferenza umana.
John sta lottando con tutto se stesso. Ma la sua situazione è altalenante, come una candela che trema al vento. Ci sono momenti in cui sembra farcela e altri in cui dobbiamo quasi sforzarlo per fargli mandare giù un boccone. In quei momenti, lo ammettiamo, la rabbia sale a mille.
Perché? Perché ha dovuto incontrare tanta indifferenza? Com’è possibile che un cane — che un giorno forse era un Setter fiero e bellissimo — sia diventato un fantasma invisibile agli occhi del mondo? Perché nessuno lo ha fermato prima? Perché hanno aspettato che diventasse pelle e ossa, un cumulo di piaghe e dolore, prima che dei turisti dal cuore grande si fermassero?
In rifugio facciamo l’impossibile. Cerchiamo di dargli tutto quello che desidera, di viziarlo, di fargli capire che ora le sue voglie contano. Abbiamo scoperto che John ha i suoi gusti: adora il cibo umido monoproteico della Morando e mangia con appetito le scatolette Schesir Dog da 150 gr. al tonnetto. Per lui, questi piccoli pasti sono oro. Sono la forza che gli serve per continuare a combattere contro la malattia che cerca di portarselo via. Sono fatte di vetro e amore e quando arrivano a noi così distrutte, ogni giorno è una battaglia vinta o persa sul filo del rasoio. Curarli richiede tutto di noi: tempo, risorse, ma soprattutto un pezzo di cuore che se ne va con ogni loro lamento.
Se volete aiutarci a sostenere John in questa sua risalita dall’inferno, potete farlo anche regalandogli il cibo che ama e che riesce a mangiare.
Questi alimenti sono fondamentali perché lui non perda altro peso e perché le medicine possano fare effetto su un fisico così debilitato.
Ogni vostra donazione, ogni pacco di cibo, ogni piccolo contributo per le sue cure veterinarie è una carezza che arriva a John. È un modo per dirgli: “Scusaci per l’indifferenza che hai subito, ora non sei più solo”.
Grazie di cuore a chi sceglierà di lottare insieme a noi e a John. Grazie a chi non volta lo sguardo. Grazie perché senza di voi, queste battaglie sarebbero impossibili da vincere.
Ti amiamo John.

Olbia, 28.03.2026
C’è qualcosa negli occhi di John che non si dimentica. C’è tutto il dolore di una vita lasciata andare, tutta la stanchezza di un corpo consumato dalla fame, dalla malattia e dall’abbandono. Eppure, dentro quella fragilità immensa, c’è anche una dolcezza che disarma. Una dolcezza unica, profonda, silenziosa. Di quelle che ti entrano nel cuore e non ti lasciano più.
John ha iniziato la cura e per fortuna, sembra sopportarla bene. Sta mangiando con appetito, come se il suo corpo finalmente stesse ricevendo un po’ di ciò che gli è stato negato per troppo tempo: cibo, calore, attenzione, cura. Vederlo mangiare è un piccolo miracolo che ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di speranza. Ma è ancora molto debilitato.
Il suo corpo porta i segni di una sofferenza probabilmente troppo lunga. Non si riduce così un cane in pochi giorni: per arrivare a questo stato ci vogliono tempo e incuria, ci vuole quella forma terribile di crudeltà fatta non di violenza diretta, ma di assenza. Di indifferenza. Di sguardi che si voltano dall’altra parte mentre un essere vivente si spegne lentamente.
Se John potesse raccontarci la sua storia, forse ci parlerebbe proprio di questo, dell’indifferenza incontrata lungo il cammino, di giorni troppo freddi, di fame, di paura, di solitudine. Di tutto quello che un cane non dovrebbe mai conoscere.
E forse ci direbbe anche che nonostante tutto, continua a cercare negli esseri umani una mano buona, una presenza gentile, un motivo per credere ancora. Ed è proprio questo che ci spezza e ci commuove, nonostante tutto, è di una tenerezza infinita.
È buono, dolce, si lascia aiutare. Come se, da qualche parte nel suo cuore ferito, avesse conservato ancora la speranza che qualcuno, finalmente, possa amarlo davvero.
Oggi lui è con noi. È al caldo. Ha una ciotola davanti, una coperta, cure, attenzioni. Ha iniziato il suo percorso, e noi faremo tutto il possibile per accompagnarlo passo dopo passo. Ma da soli non possiamo farcela. Per questo vi chiediamo aiuto con tutto il cuore.
Per John, per la sua vita, per la sua possibilità di tornare a stare meglio.
Grazie a chi ci aiuterà, a chi donerà, a chi condividerà, a chi non resterà indifferente. Ogni contributo sarà un atto d’amore verso una creatura che ha conosciuto troppo dolore e che merita finalmente pace, rispetto e tenerezza.

Olbia, 23.03.2026
Questo è John oggi: al caldo, con una ciotola di cibo e la promessa di cure che finalmente sta iniziando. Aveva fame di dignità, e ora sente il calore di una casa che potrebbe diventare il suo rifugio. Ogni boccone è un piccolo trionfo contro la fredda indifferenza che ha dovuto sopportare per troppo tempo. Forse non conosce ancora il significato di un nome, ma sta imparando cosa significa essere amato.
La strada è lunga, cure, visite, trattamenti, tempo. E ora stiamo curando la leishmaniosi, una malattia cronica che richiede terapie lunghe e costose, ma con pazienza e costanza può migliorare. Ogni giorno che passa è una vittoria contro la sofferenza e l’abbandono. Noi non ci arrendiamo, lui non smetterà di lottare e di fidarsi di noi. E ciò che fa la differenza non è solo la medicina, ma la presenza, la pazienza, la promessa di una casa. È assurdo e vergognoso che chi lo ha visto è rimasto fermo davanti a tutto questo, senza fare nulla per aiutarlo. L’indifferenza è complice, non permettiamo che si ripeta. Aiutiamolo a far sì che il ricordo della fame e del dolore diventi solo un brutto sogno. Aiutiamolo a tornare a essere quel Setter meraviglioso che qualcuno ha deciso di distruggere. Ha un carattere meraviglioso.

Olbia, 22.03.2026
Lui è John. L’abbiamo chiamato così, anche se ancora non sa cosa significhi avere un nome, una carezza, una dignità.
La sua storia spezza il cuore e denuncia l’indifferenza più crudele.
John è stato trovato da alcuni turisti tedeschi in condizioni che non dovrebbero mai esistere. Ridotto a pelle e ossa, il suo corpo è coperto di lesioni, infezioni cutanee gravi, probabilmente rogna non trattata. La pelle è infiammata, il pelo caduto a chiazze, ogni movimento sembra costargli una sofferenza immensa.
Guardandolo si intuisce che un giorno, forse, era un bellissimo setter. Chissà se qualcuno lo ha amato, chissà se ha avuto una casa. Ora di quel cane non resta quasi nulla, solo un corpo devastato dalla malattia e dall’abbandono.
Per arrivare a questo punto ci vuole tempo. Ci vuole l’indifferenza quotidiana di chi ha visto e non ha fatto nulla. Ci vuole una società che volta lo sguardo.
I turisti, sconvolti e disperati, lo hanno subito soccorso e portato da un veterinario per controllare se avesse il microchip e per capire le sue condizioni. Poi ci hanno mandato un messaggio WhatsApp chiedendo se potessimo aiutare, rientrando in Germania non potevano portarlo con loro. Hanno fatto l’unica cosa giusta, non voltare lo sguardo.
Così John è arrivato al nostro rifugio. Il veterinario ha disposto analisi approfondite e purtroppo la diagnosi è quella che temevamo: leishmaniosi. Oltre a questo, ha bisogno di cure intensive, terapie antibiotiche, trattamenti dermatologici, alimentazione controllata e soprattutto tempo per guarire, se ci riuscirà.
La leishmaniosi è una malattia cronica che richiede cure costose e a lungo termine. Le spese veterinarie sono già alte e continueranno per settimane, forse mesi. Ogni giorno che passa è una battaglia tra la vita e la morte per John.
La sofferenza di questi cani è inimmaginabile. L’indifferenza è complicità.
Aiutateci a dargli una possibilità, donazioni per le cure veterinarie, condivisioni per amplificare il suo grido silenzioso. Qualsiasi sostegno, anche morale, per non lasciarlo solo.
John merita di conoscere la gentilezza, il calore, una cuccia morbida. Merita di guarire, di vivere.

