ANELLINO
Olbia, 08.02.2026
La coda di Anellino è caduta. La necrosi causata dal laccio che quel bastardo gli aveva stretto addosso ha fatto il suo corso. Il danno troppo profondo, i tessuti morti.
Il bastardo che ha fatto questo ha ottenuto il risultato che voleva, ma c’è una differenza fondamentale: da noi Angelino non ha sofferto. Quando lo abbiamo trovato, il danno era già fatto. Noi abbiamo potuto solo alleviare il suo dolore, dargli antibiotici, stabilizzare la sua temperatura, riempirlo di amore e calore.
La coda è caduta naturalmente, senza bisogno di amputazione chirurgica, senza ulteriore trauma.
Quanta cattiveria questa gentaccia fa in silenzio, senza che nessuno li scopra.
Gente miserabile che respira il nostro ossigeno, che maltratta questi poveri animali credendosi nel diritto di farlo. E interagire con il tacito consenso di chi vede e non fa nulla.
Sì perché ci sono anche i complici: quelli che vedono, sentono, sanno, e non fanno nulla.
Chi sente un cane guaire per ore e pensa “non sono affari miei”.
Chi vede un animale legato senza acqua né cibo e distoglie lo sguardo.
Chi nota un cucciolo ferito per strada e tira dritto.
QUESTI SONO COMPLICI.
Se ogni persona che vede un maltrattamento DENUNCIASSE, le cose cambierebbero.
Ma il silenzio protegge i carnefici.
E ora la parte bella. Mangia con appetito le crocchette mini puppy della Royal Canin. Sta crescendo, il suo corpicino si sta rafforzando.
La temperatura è stabile, niente più febbre. È vivace e curioso, esplora, gioca, interagisce, si lascia coccolare. Cerca il contatto, le carezze, l’affetto. È un bellissimo tesoro.
Se vedete qualcosa, non siate complici silenziosi. Se vedete un animale in difficoltà, chiamate vigili, carabinieri, ASL veterinaria, associazioni. Una telefonata può salvare una vita. Il maltrattamento animale è un reato. Le denunce possono essere anonime. La tua denuncia potrebbe fermare un mostro.
Ogni giorno ci sono animali come Angelino che hanno bisogno di aiuto. Non lasciateci soli. Abbiamo bisogno di voi.

Olbia, 31.01.2026
Anellino continua a sorprenderci con la sua forza, ma rimane fragile. La sofferenza che ha subito non svanisce in pochi giorni: il suo corpo ha bisogno di tempo, cure costanti e tanto amore. Abbiamo buone notizie, la temperatura corporea si sta stabilizzando. Ogni giorno senza febbre alta è una piccola vittoria e un passo importante verso la sua guarigione.
Questo commento sotto il post di Anellino merita una risposta chiara:
“Non sappiamo se chi lo ha fatto è un sardo.. sappiamo che abita in Sardegna.. queste cose e anche peggio capitano anche in altre parti d’Italia e del mondo. Dunque non appiccicate etichette e non farcitevi la testa di pregiudizi. Si condanna l’atto e la persona non tutti gli abitanti di quel posto. Vi ricordo che in Sardegna abbiamo una clinica nell’oristanese che si occupa degli animali di nessuno, moribondi e bisognosi di cure. Lo fa senza ricompensa con il solo intento di donare loro una casa. Informatevi e poi ditemi chi altro lo fa. Buona giornata a tutti.”
Non accusiamo i sardi, è fondamentale chiarire che non accusiamo i sardi o un’intera comunità. La crudeltà verso gli animali non ha confini geografici. Chi ha fatto del male ad Anellino potrebbe provenire da qualsiasi parte del mondo. Condanniamo l’atto e la persona responsabile, non la popolazione di una regione.
Siamo stanchi di essere messi a confronto con altre realtà. Non partecipiamo a competizioni né ci interessa chi “fa di più”, tra l’altro noi siamo un’associazione di volontariato e NON una clinica veterinaria.
La nostra missione è di garantire assistenza e amore agli animali bisognosi. Ogni realtà ha il suo valore, ma i paragoni sono inutili e dannosi.
Come funzionano i servizi veterinari per animali randagi?
Poiché il commento parla di “lavoro senza ricompensa”, è importante spiegare come funziona realmente il sistema. I servizi per gli animali randagi sono organizzati in modo specifico, quando un comune o una ASL convenziona una clinica veterinaria per il ricovero e la cura degli animali feriti o malati, sono questi enti pubblici a pagare le prestazioni veterinarie.
Quando i fondi pubblici si esauriscono, le associazioni intervengono per coprire le spese.
Nel caso della clinica veterinaria citata, l’associazione che finanzia le cure è stata creata dalla titolare della clinica. La stessa titolare è la presidente di questa associazione.
La clinica continua a ricevere denaro garantito da entrambi i canali (enti pubblici + associazione)
Non esiste “lavoro gratuito” in senso letterale. Esiste “lavoro finanziato attraverso canali pubblici e associativi”.
È legale. È un modello legittimo. Ma NON è “lavoro gratuito volontario” come viene presentato.
Ci auguriamo di essere stati chiari, senza polemica ma con i fatti.
Ribadiamo, quando noi soccorriamo un animale ferito o bisognoso di cure, NON c’è nessuna ASL o Comune che ci copre le spese delle cliniche veterinarie. Non abbiamo convenzioni, paghiamo tutto noi con le donazioni e il 5 per mille.
Il Comune di Olbia ci eroga un contributo a forfait . Per i gatti non riceviamo nulla. Questa è la nostra realtà.
Anellino sta lottando e noi siamo qui, giorno dopo giorno, insieme a lui con dedizione e con amore.
Grazie a chi ci aiuta, sempre.

Olbia, 29.01.2026
Oggi mentre scriviamo di Anellino, possiamo dire che sta meglio, ma non senza sfide. Quegli occhioni un tempo pieni di paura ora brillano di speranza ogni volta che ci vede. La sua condizione non è ancora completamente risolta, purtroppo ha la febbre. È stato esposto a lungo alla pioggia e tutto quel freddo ha aggravato la situazione. Ciò ci preoccupa, ma stiamo facendo tutto il possibile per garantirgli le cure di cui ha bisogno. I nostri veterinari monitorano attentamente il suo stato di salute e stanno intervenendo per ridurre la temperatura e curarlo al meglio. Anellino merita questo amore e una seconda possibilità in una vita che qualcuno ha tentato di rubargli con crudeltà indicibile.
La situazione è ancora più tragica se pensiamo che la legge proibisce il taglio della coda. Quando un veterinario abilitato esegue questa pratica, è obbligato a farlo in anestesia, seguendo protocolli rigorosi e garantendo il benessere dell’animale. Eppure i cacciatori e gli allevatori che ancora praticano questi riti ancestrali, sembrano non sentire il dolore che infliggono. Non reagiscono al peso morale delle loro azioni, causano sofferenza, mutilano, abbandonano nel freddo e nella pioggia, convinti di avere il diritto di farlo in nome di una tradizione. Alcuni credono addirittura che gli animali non sentano dolore e pensano che non saranno mai fermati.
Ma si sbagliano, qualcosa sta cambiando. I media nazionali stanno parlando di Anellino, le testate giornalistiche raccontano questa storia di dolore e speranza. Le persone stanno ascoltando, arrabbiandosi e agendo. Quando si vede un cucciolo che ha subito torture, abbandono e che nonostante tutto continua a credere nella bontà umana, si realizza che il silenzio è tradimento. Si capisce che è necessario fare qualcosa.
Anellino merita di correre liberamente, con quella codina che si muove felice nel vento, senza cicatrici a raccontare la sofferenza. Merita di saltare e giocare senza il ricordo di quel ferro che lo schiacciava. Merita di dormire al caldo, di mangiare fino a saziarsi, di essere accarezzato da mani amorevoli. Merita una famiglia che lo ami incondizionatamente, di avere una seconda chance e una vita piena di gioia.
Con noi troverà tutto questo. Scoprirà che ci sono operai coraggiosi pronti a fermare una macchina nel buio della notte. Imparerà che ci sono persone disposte a lottare per lui, a curarlo, a dargli tutto. E imparerà che la vita vale la pena di essere vissuta.
Adesso è il momento di agire, non domani, NON OGGI. Se vedete qualcosa di sospetto, denunciate subito.
Il maltrattamento di animali è REATO secondo l’articolo 544 del Codice Penale italiano. Non è un’opinione. Non è tradizione. Non è “come si è sempre fatto.” È un CRIMINE PUNIBILE DALLA LEGGE.
Guarisci piccolo, guarisci e rinasci a una nuova vita piena di amore. La tua coda guarirà e se per qualche ragione non potrà, porterai una cicatrice che racconterà al mondo intero ciò che gli uomini cattivi hanno fatto e di come abbiamo lottato per salvarti.
Un grande grazie a chi ci sostiene in questa missione.

Olbia, 28.01.2026
Stamattina, mentre il sole sorgeva su Olbia, un gesto di umanità ha cambiato per sempre la vita di un piccolo cucciolo. Lo chiamiamo Anellino e la sua storia è un grido di speranza e di denuncia che merita di essere condivisa.
Un operaio, mentre si recava al lavoro, ha notato qualcosa di straordinario: due occhietti brillanti illuminati dai fari di una macchina. Nel buio della notte, in quella frazione di secondo, quegli occhi hanno incontrato la salvezza. Un cucciolo di circa tre mesi, fradicio, tremante, raggomitolato disperato accanto a un veicolo. Senza pensarci due volte, l’operaio lo ha raccolto e portato al nostro rifugio.
Quando lo abbiamo visto siamo rimasti senza fiato.
Mentre tentavamo di asciugare il corpicino tremante di Anellino, abbiamo scoperto l’indicibile. Nella sua coda, stretta così forte che il piccolo urlava di dolore, c’era un anello di plastica rigida. Non era lì per caso ma deliberatamente stretto come parte di una pratica brutale e medievale.
Il pianto straziante di Anellino mentre riuscivamo, con delicatezza e fatica, a liberarlo da quella morsa infernale, resterà per sempre impresso nei nostri cuori. Le sue grida non erano solo di dolore fisico, ma l’urlo silenzioso di tutti gli animali che subiscono queste barbarie.
Questa pratica crudele è associata a cacciatori . Non è tradizione, non è cultura: è violenza pura e semplice. È il segno di una società che ancora nel 2026, tollera l’inaccettabile.
I nostri veterinari stanno valutando il danno alla coda. Riceverà tutte le cure di cui ha bisogno, l’amore che merita e una seconda possibilità a quella vita che qualcuno ha provato a rubargli. Nessun anello lo porterà mai più in catene.
Se conoscete chi pratica queste barbarie contattateci immediatamente. Se avete informazioni su chi gli ha fatto questo, comunicatecelo. Questi sono reati contro gli animali, vanno denunciati alle autorità competenti e perseguiti dalla legge con la massima severità.
Segnalate ogni abuso, la legge punisce questi crimini. Gli animali meritano protezione.
Grazie all’operaio che ha visto quella luce negli occhi di un cucciolo e ha scelto di salvarlo. Grazie a chi continuerà a combattere contro queste barbarie.
Anellino non sarà dimenticato. E neanche chi lo ha ferito. Se volete aiutarci noi siamo qua.

